La cognizione del dolore
di Carlo Emilio Gadda
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Scritto in una interessante commistione di esperanto e codice Morse, questo capolavoro di Gadda è presto riassumibile: nel Maradagal, un ipotetico paese sudamericano identico a Lecco, solo con più vigili, vive don Gonzalo Beautycase, tormentato protagonista dell'opera nonché allegoria della gastrite dell'autore. Gonzalo abita con la vecchia madre, Gastrite, in una cabina della Ruota della Fortuna, ed è afflitto da improvvisi sbalzi d'umore che ogni volta gli fanno saltare le otturazioni dentarie. Un giorno uno psichiatra chiamato a curare tali disturbi gli mostra una tabella e gli chiede: “Cosa vede in questa macchia d'inchiostro, Gonzalo?” Gonzalo arrossisce dall'imbarazzo e non riesce a rispondere. Il medico insiste: “Non deve sentirsi in imbarazzo, Gonzalo. Sono uno psichiatra, e qualunque cosa lei veda in questa macchia, può parlarmene tranquillamente. Coraggio”. Gonzalo si fa forza, guarda la macchia, e dice: “Mmm, non saprei”. “Coraggio”. “Mmm... A me sembra il protocollo standard n° 7 del test di Rorschach, pagina 103, sezione G, paragrafo disturbi schizoidi di personalità con allucinazioni uditive e piromania”. Lo psichiatra sta per avere un disturbo schizoide di personalità con allucinazioni uditive e piromania, quando Gonzalo gli dice: “No, scherzavo. In quella macchia ci vedo un lappone divorziato che si asciuga i capelli con un tostapane”. Lo psichiatra fa un grosso sorrisone: “E cosa ci vede in quest'altra macchia d'inchiostro, Gonzalo?”. E Gonzalo: “Oh, quella invece mi sembra un vomitevole groviglio di pura ignominia che succhia con animale dissolutezza la linfa vitale di un cavallo, in un gorgo tenebroso di malvagità e depravazione”. E lo psichiatra: “No, questa macchia d'inchiostro. Quella è una foto di mia moglie fatta di nascosto col tele”. Ma il vero problema di Gonzalo è nel tormentato rapporto con la madre, una archeologa che è impazzita nel tentativo di trovare la connessione fra le statue delle divinità greche, che sono tutte senza braccia, e le statue delle divinità dell'India, che invece sono piene di braccia. Nell'ultima frase del libro la svolta inattesa e cruciale: la madre di Gonzalo entra a far parte di un quartetto d'archi nudista e guarisce. Gonzalo allora va davanti a un condominio, suona a tutti i campanelli, e scappa. |