
"Moby Dick" di Herman Melville
|
Sazi delle mogli, Ismael e Queequeg, due psichiatri di Brooklin, si recano al porto di Natucket e si imbarcano sul Pequod, un loro vecchio paziente che crede di essere una baleniera. A bordo sono accolti dai due membri della ciurma: Zapruder, un fanatico marine esperto in arti marziali e Bonimba, un pellerossa Navaho, ex-galeotto, fondatore del settimanale “Pesca alla trota e masturbazione”, una rivista dedicata a chi ama pescare le trote e masturbarsi. (Fra i collaboratori Giovanni Papini, quello di “Morire a Torino è tautologico” mai pubblicato per via della censura fascista, che considerava Papini un cognome di sei lettere.)
Esce il primo numero, e Bonimba viene arrestato per aver mangiato un piatto di lasagne mentre i bambini del Biafra morivano di fame. Evaso, s'imbarca sul Pequod, e adesso eccolo lì che mette in guardia i due psichiatri dal capitano della nave, il folle Ahab, e dalle sue escandescenze: Marisa e Loretta Escandescenze, che in quel momento stanno giocando a scala 40 sotto coperta.
Fu Moby Dick ad asportare accidentalmente la gamba di Ahab con una aspirapolvere durante le grandi pulizie di Pasqua del '58, e da allora Ahab è ossessionato dall'idea di vendicarsi, possibilmente con un arpione. Un martedì, scambiandola per Moby Dick, la ciurma del Pequod arpiona Sandra Milo, che però è così pesante che quasi fa rovesciare la nave, e dev'essere rimessa in libertà. Mentre i marinai dedicano ritualmente il proprio rimmel alla cattura di Moby Dick, Queequeq si becca lo scorbuto, e nel delirio da avitaminosi arreda la propria stanza mescolando mobili stile Impero a mobili Luigi VV. Nel frattempo la caccia a Moby Dick infuria in agfacolor. Dopo pagine e pagine di combattimento epico, c'è un errore tipografico (Quequeeg invece di Queequeg), e poi il tragico epilogo: Moby Dick batte le escandescenze di Ahab a scala 40, e Ahab, intrappolato dalle corde dell'arpione, è trascinato al largo. Ismael sopravvive al naufragio aggrappandosi alla spirale di Ornella Muti. | |
![]() | Come distinguere una libreria senza scrupoli da una con gli scrupoli? Semplice. Basta vedere scrupolosamente tra i suoi scaffali se e' arrivato l'ultimo libro di Daniele Luttazzi: "Teatro. Rettili e roditori, scene da un adulterio" (Comix Editore) |